OdV, APS o altro ETS: quale forma scegliere per il Terzo Settore
ETS è l'ombrello. Sotto ci stanno forme diverse — OdV, APS, enti filantropici, imprese sociali — ognuna con requisiti, vincoli e vantaggi propri. Scegliere quella giusta all'inizio evita di doversi trasformare dopo. Qui le mettiamo in fila, con i numeri che contano e l'indicazione di quando ciascuna conviene.
Sette caselle, un solo registro
Il RUNTS è diviso in sette sezioni, una per ciascuna famiglia di ETS: organizzazioni di volontariato (OdV), associazioni di promozione sociale (APS), enti filantropici, imprese sociali, reti associative, società di mutuo soccorso e la sezione residuale degli altri ETS. Ci si iscrive in una sola sezione, quella coerente con l'attività prevalente.
La forma non cambia la natura giuridica di base (associazione o fondazione): aggiunge regole specifiche. Tutte richiedono attività di interesse generale (art. 5 CTS) e assenza di scopo di lucro.
OdV: il volontariato in prima fila
L'organizzazione di volontariato è pensata per chi eroga servizi prevalentemente a terzi contando sull'opera gratuita dei volontari. Serve un minimo di 7 persone fisiche (oppure 3 OdV).
Il lavoro retribuito è ammesso ma marginale: i dipendenti non possono superare il 50% del numero dei volontari. In cambio, le OdV godono del trattamento fiscale più favorevole, inclusa la detrazione maggiorata al 35% per chi dona.
APS: l'attività rivolta anche ai soci
L'associazione di promozione sociale svolge attività a favore dei propri associati e di terzi: è la forma tipica di circoli culturali, sportivi dilettantistici, ricreativi. Anche qui servono almeno 7 persone fisiche (o 3 APS).
Il vincolo sul lavoro retribuito è alternativo: i lavoratori non possono superare il 50% dei volontari oppure il 5% degli associati. È la scelta giusta quando l'attività è anche "per la comunità interna", non solo per l'esterno.
Le altre forme in breve
Oltre a OdV e APS, il Codice prevede figure più specifiche:
- Enti filantropici: erogano denaro, beni o servizi ad altri soggetti, vivono di donazioni e rendite; nessun numero minimo di soci, ma la denominazione deve contenere "ente filantropico"
- Imprese sociali: svolgono attività d'impresa di utilità sociale; richiedono atto pubblico e iscrizione al Registro delle Imprese (qui il notaio è obbligatorio)
- Reti associative: coordinano e rappresentano altri ETS; servono almeno 100 enti (o 20 fondazioni) in più regioni
- Società di mutuo soccorso: erogano prestazioni mutualistiche ai soci (sanità integrativa, sussidi)
- Altri ETS: la casella residuale, massima flessibilità per chi non rientra nelle precedenti
OdV e APS a confronto
Sono le due forme più richieste e la scelta oscilla quasi sempre tra queste. La tabella aiuta a decidere.
| OdV | APS | |
|---|---|---|
| Soci minimi | 7 persone fisiche (o 3 OdV) | 7 persone fisiche (o 3 APS) |
| Destinatari dell'attività | prevalentemente terzi | soci e terzi |
| Lavoratori retribuiti | max 50% dei volontari | max 50% volontari o 5% soci |
| Detrazione per chi dona | 35% | 30% |
| Conviene a | volontariato puro verso l'esterno | circoli, sport, cultura, comunità di soci |
Come decidere senza sbagliare
Tre domande risolvono la gran parte dei dubbi. A chi servi? Solo terzi spinge verso la OdV; anche i soci verso la APS. Come ti finanzi? Vivere di donazioni può indicare l'ente filantropico; svolgere attività economica stabile porta all'impresa sociale.
Quanto rischi? Se l'attività espone a obbligazioni rilevanti, conta anche la personalità giuridica, che si somma alla scelta della forma. Una volta deciso, la costituzione segue i passaggi della guida operativa.
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Domande frequenti
Dipende dai destinatari. Se l'attività è rivolta soprattutto a terzi e si regge sul volontariato gratuito, la OdV ha il trattamento fiscale migliore. Se invece serve anche i soci, come un circolo culturale o sportivo, la forma corretta è la APS.
Servono almeno 7 persone fisiche, oppure 3 enti dello stesso tipo (3 OdV per una OdV, 3 APS per una APS). Sotto questo numero non si può costituire l'ente in quella forma.
Sì, l'impresa sociale rientra tra gli ETS, ma è regolata da un decreto dedicato (D.Lgs 112/2017). Si costituisce con atto pubblico e si iscrive nell'apposita sezione del Registro delle Imprese: in questo caso il notaio è obbligatorio.
Fonti ufficiali
- Le 7 tipologie di ETS: similitudini e differenze — Italia non profit
- Codice del Terzo Settore, art. 4 (Enti del Terzo settore) — Brocardi
- Gli enti del Terzo Settore e l'impresa sociale: differenze e analogie — FiscoeTasse
Contenuto informativo aggiornato a Giugno 2026. Non sostituisce una consulenza personalizzata: ogni situazione va valutata nel caso concreto.