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Partita IVA in regime forfettario 2026: requisiti, tasse e soglia 85.000 €

Aggiornato: Luglio 2026·8 min di lettura

Il regime forfettario è il motivo per cui oggi conviene mettersi in proprio: tasse basse, contabilità leggera, niente IVA da gestire. Ma non è per tutti e ha regole precise. Vediamo chi può accedere, come si calcolano davvero le tasse e cosa ti fa uscire dal regime, con i numeri aggiornati al 2026.

Cos'è e perché conviene

Il forfettario è un regime fiscale agevolato per le partite IVA individuali. Il vantaggio è triplo: paghi un'imposta unica (5% o 15%) al posto di IRPEF e addizionali, non applichi l'IVA in fattura, e hai una contabilità semplificata senza registri e liquidazioni periodiche.

Si chiama "forfettario" perché il reddito su cui paghi non è ricavi meno costi reali, ma una quota fissa dei tuoi incassi stabilita per legge (il coefficiente di redditività). Questo lo rende semplice, ma anche poco adatto a chi ha molte spese: in quel caso vale la pena confrontarlo con l'ordinario in forfettario o ordinario: quale conviene.

I requisiti per accedere

Per aprire o restare in forfettario devi rispettare, riferiti all'anno precedente, due limiti principali:

  • Ricavi o compensi fino a 85.000 € l'anno (ragguagliati se apri in corso d'anno).
  • Spese per lavoro dipendente e collaboratori non oltre 20.000 € lordi l'anno.
  • Residenza fiscale in Italia (o almeno il 75% del reddito prodotto in Italia, per i non residenti UE/SEE).

Come si calcolano le tasse: il coefficiente di redditività

Nel forfettario non deduci i costi reali: il reddito imponibile è una percentuale fissa degli incassi, il coefficiente di redditività, legata al tuo codice ATECO. Sul risultato paghi l'imposta sostitutiva. Ecco i gruppi principali:

Tipo di attivitàCoefficienteImponibile su 100 € incassati
Professionisti, servizi tecnici/scientifici/sanitari, istruzione, finanza78%78 €
Costruzioni e attività immobiliari86%86 €
Altre attività economiche (artigiani di servizi, trasporti, ecc.)67%67 €
Intermediari del commercio62%62 €
Commercio, alloggio e ristorazione, alimentari e bevande40%40 €

L'imposta: 5% i primi anni, poi 15%

Sul reddito imponibile si applica un'imposta sostitutiva del 15%. Ma per le nuove attività scende al 5% per i primi cinque anni, un vantaggio enorme in fase di avvio.

Per avere il 5% servono tre condizioni: non aver esercitato un'attività d'impresa o professionale nei tre anni precedenti; la nuova attività non deve essere la mera prosecuzione di un lavoro dipendente o autonomo già svolto; se subentri in un'attività altrui, i ricavi dell'anno prima non devono superare 85.000 €.

Le cause di esclusione: quando NON puoi usarlo

Anche restando sotto gli 85.000 €, alcune situazioni ti chiudono la porta del forfettario. Le principali:

  • Redditi da lavoro dipendente o pensione oltre 35.000 € nell'anno precedente (soglia valida per il 2026; senza proroghe tornerà a 30.000 € dal 2027). Non conta se il rapporto di lavoro è cessato.
  • Partecipazioni in società di persone, studi associati o imprese familiari.
  • Controllo di una SRL che svolge attività riconducibile a quella della tua partita IVA.
  • Fatturato prevalente verso l'ex datore di lavoro degli ultimi due anni (regola anti-conversione dipendente in finta partita IVA).
  • Adesione a regimi speciali IVA o residenza fiscale all'estero (fuori dai casi ammessi).

Cosa succede se superi le soglie

Le due soglie di fuoriuscita funzionano in modo diverso. Se incassi tra 85.001 e 100.000 €, esci dal forfettario ma solo dall'anno successivo. Se invece superi i 100.000 €, l'uscita è immediata: dal momento dello sforamento devi applicare l'IVA e passi all'ordinario nello stesso anno.

Un paio di adempimenti valgono comunque anche nel forfettario: la fattura elettronica è obbligatoria per tutti, e va applicata la marca da bollo da 2 € sulle fatture senza IVA di importo superiore a 77,47 €.

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Domande frequenti

Il limite è 85.000 € di ricavi o compensi l'anno. Se lo superi restando sotto i 100.000 € esci dal regime dall'anno dopo; se superi i 100.000 € l'uscita è immediata, con obbligo di applicare l'IVA da subito.

No. L'imposta al 5% spetta per i primi cinque anni solo se è una nuova attività: non devi aver avuto impresa o professione nei tre anni precedenti e non deve essere la prosecuzione di un lavoro già svolto. Altrimenti l'imposta è al 15%.

No, ed è il limite principale del regime. Il reddito si calcola applicando il coefficiente di redditività agli incassi, a prescindere dalle spese reali. Se hai molti costi documentati, conviene valutare il regime ordinario.

Fonti ufficiali

  1. Agenzia delle Entrate — Regime forfetario: le regole
  2. Regime forfettario 2026: tutte le regole — FiscoeTasse
  3. Coefficiente di redditività forfettario: tabella ATECO — Fiscomania

Contenuto informativo aggiornato a Luglio 2026. Non sostituisce una consulenza personalizzata: ogni situazione va valutata nel caso concreto.