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Statuto dell'associazione: cosa deve contenere

Aggiornato: Giugno 2026·7 min di lettura

Lo statuto è la costituzione della tua associazione: regola chi comanda, chi entra, chi paga e cosa succede se l'associazione chiude. Scritto male, blocca tutto e fa perdere agevolazioni; scritto bene, fa girare le cose senza litigi. Ecco le clausole che non possono mancare e quelle che fanno la differenza con il fisco.

Atto costitutivo e statuto: due cose diverse

L'atto costitutivo è la fotografia del momento di nascita: chi sono i fondatori, la volontà di costituire l'ente, denominazione, sede, scopo, data e prime cariche. È breve e si firma una volta sola.

Lo statuto è il regolamento permanente: contiene le regole che governano l'associazione nel tempo. Di solito si allega all'atto costitutivo come parte integrante. Per il quadro completo della costituzione vedi costituire un'associazione senza notaio.

Le clausole obbligatorie (art. 36 c.c.)

L'art. 36 del Codice Civile fissa il contenuto minimo. Uno statuto valido deve indicare almeno:

  • Denominazione dell'associazione
  • Scopo (di natura non lucrativa)
  • Patrimonio e regole sulle quote/contributi
  • Sede dell'ente
  • Norme sull'ordinamento e l'amministrazione (gli organi)
  • Diritti e obblighi degli associati e condizioni di ammissione

Lo scopo non lucrativo: il cuore di tutto

Lo statuto deve dichiarare con chiarezza uno scopo non lucrativo e il divieto di distribuire utili, avanzi di gestione, fondi o riserve tra gli associati, anche in forma indiretta. È la condizione che distingue un'associazione da un'impresa e che apre la porta alle agevolazioni fiscali.

Eventuali avanzi vanno reinvestiti nelle attività dell'ente. Una clausola debole su questo punto è il primo appiglio dell'Agenzia delle Entrate per contestare la natura associativa.

Gli organi: chi decide e chi esegue

Lo statuto deve disegnare la struttura di governo. Lo schema classico, ed efficace, prevede tre organi.

  • Assemblea dei soci: l'organo sovrano, approva bilancio, statuto e indirizzo dell'associazione
  • Consiglio direttivo: amministra e attua le decisioni dell'assemblea
  • Presidente: rappresenta legalmente l'associazione verso l'esterno

Le regole di funzionamento degli organi

Indicare gli organi non basta: lo statuto deve dire anche come lavorano. Vanno regolati convocazioni, quorum, durata delle cariche e modalità di voto, così da evitare stalli e contestazioni nelle decisioni.

Per le forme speciali (APS, ASD, ETS) queste regole sono più stringenti e devono rispettare i requisiti dei rispettivi decreti. Uno statuto generico che le trascura rischia di non superare il vaglio del registro.

Democraticità: la clausola che il fisco controlla

Per ottenere e mantenere le agevolazioni, lo statuto deve garantire il principio di democraticità: pari diritti tra i soci, voto unico a testa (principio "una testa, un voto"), elettività delle cariche, libera ammissibilità di nuovi soci e divieto di trasmettere la quota associativa.

Non è un dettaglio formale: l'assenza di democraticità effettiva è una delle contestazioni più frequenti negli accertamenti agli enti non profit. Va scritta bene e, soprattutto, rispettata nei fatti.

Devoluzione del patrimonio in caso di scioglimento

Lo statuto deve stabilire cosa accade al patrimonio quando l'associazione si scioglie. La regola, coerente con l'assenza di scopo di lucro, è la devoluzione del patrimonio residuo ad altra associazione con finalità analoghe o a fini di pubblica utilità, e mai la ripartizione tra i soci.

Per gli enti del Terzo Settore la devoluzione è ancora più vincolata e prevede un passaggio di controllo dedicato. È una clausola che molti statuti "fai da te" dimenticano, ed è obbligatoria per accedere ai regimi agevolati.

Le clausole che il tuo statuto deve avere

  • Denominazione, sede e scopo non lucrativo
  • Divieto esplicito di distribuzione di utili e avanzi
  • Patrimonio, quote associative e contributi
  • Organi: assemblea, consiglio direttivo, presidente
  • Principio di democraticità e voto unico per socio
  • Diritti, doveri e ammissione dei soci
  • Devoluzione del patrimonio in caso di scioglimento

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Domande frequenti

L'art. 36 c.c. richiede almeno denominazione, scopo, patrimonio, sede, norme su ordinamento e amministrazione, diritti e obblighi dei soci. Per le agevolazioni fiscali servono inoltre l'assenza di scopo di lucro, il principio di democraticità e la devoluzione del patrimonio in caso di scioglimento.

No. Un'associazione ha scopo non lucrativo: lo statuto deve vietare la distribuzione di utili, avanzi, fondi e riserve, anche in modo indiretto. Gli eventuali avanzi vanno reinvestiti nelle attività dell'ente. È una condizione per la natura associativa e per le agevolazioni.

Lo statuto deve prevedere la devoluzione del patrimonio residuo ad altre associazioni con scopi analoghi o a fini di pubblica utilità. Non può essere ripartito tra i soci. Per gli enti del Terzo Settore valgono regole di devoluzione ancora più rigorose.

Fonti ufficiali

  1. Codice Civile, art. 36 (ordinamento delle associazioni non riconosciute) — Brocardi
  2. Statuto tipo APS — Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
  3. La devoluzione del patrimonio degli Enti del Terzo Settore — Altalex

Contenuto informativo aggiornato a Giugno 2026. Non sostituisce una consulenza personalizzata: ogni situazione va valutata nel caso concreto.